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IL MANGIAR CARNE: COSA COMPORTA...DALLA CONFERENZA DI R. STEINER DEL 1923

Rudolf Steiner
L'uomo mangia regolarmente alimenti vegetali e alimenti animali. Vi ho già detto una volta che io non propendo per alcun regime alimentare, ma spiego semplicemente come agisce questo regime.
E' successo spesso che qualche vegetariano venga da me per parlarmi della sua tendenza a perdere leggermente conoscenza, ecc. ed io allora dico: "beh, ciò dipende dal fatto che lei non mangia la carne." Bisogna considerare le cose in maniera obbiettiva, vero? Non bisogna voler arrivare ai propri fini con la forza.

Ma cosa significa considerare in maniera obbiettiva quanto riguarda l'alimentazione vegetale e l'alimentazione carnea?

Dunque signori, prendiamo in considerazione la pianta. La pianta giunge a sviluppare il suo seme, che è nascosto nella terra, in modo che esso formi foglie verdi e petali colorati. E paragonate ciò che raccogliete della pianta - sia che cogliete la spiga o l'intero cavolo da cucinare - paragonatelo dunque con la carne, con la massa muscolare di un animale. La sostanza è completamente differente, vero? Ma che legame c'è tra queste due sostanze?
Sapete bene che ci sono animali che si comportano come vegetariani, essi non mangiano carne. E nemmeno i cavalli sono carnivori, essi non mangiano che vegetali.

Ora, bisogna rendersi conto che l'animale non si accontenta di ingurgitare del nutrimento, ma si sbarazza anche in continuazione di ciò che si trova nel suo organismo. Voi sapete che, per esempio, gli uccelli mutano le penne; ogni anno le perdono e devono rimpiazzarle con delle nuove. Sapete che i cervi perdono ogni anno i loro palchi. Voi stessi quando vi tagliate le unghie constatate poi che esse ricrescono. Ma ciò che in questi casi appare in modo visibile, accade continuamente in modo impercettibile! Noi eliminiamo continuamente la nostra pelle, l'ho già spiegato in altre occasioni e nel giro di sette, otto anni noi eliminiamo tutto il nostro corpo e lo rimpiazziamo con un corpo nuovo. Lo stesso succede con gli animali. Fermiamoci un momento a considerare una mucca o un bue: ebbene, se voi lo prendete qualche anno più tardi, la crne che lo costituisce è completamente cambiata.

C'è un po' di differenza tra il bue e l'uomo; la rigenerazione è più rapida nel bue. La sua carne si è dunque rigenerata; ma da che cosa si origina questa carne? E' questo che dobbiamo domandarci. All'origine ci sono solo materie vegetali. Il bue ha prodotto da sé la sua carne a partire da materie vegetali. Questa è la cosa più importante che dobbiamo rilevare: l'organismo animale è dunque in grado di trasformare i vegetali in carne. Ebbene, Signori, potete far cuocere un cavolo quanto volete, ma non riuscirete mai a trasformarlo in carne mettendolo in pentola o in casseruola, come non è possibile trasformare in carne la torta che abbiamo appena fatto. Non c'è una tecnica che permetta questa trasformazione. Ma tuttavia ciò che non si può ottenere con la tecnica, avviene nell'organismo animale.

E', molto semplicemente, la carne prodotta dal corpo dell'animale, ma le forze necessarie a quest'operazione devono prima essere presenti nell'organismo. Tra tutte le forze tecnologiche di cui disponiamo, non ci sono quelle in grado di trasformare i vegetali in carne. Non ne abbiamo. Anche il nostro corpo, come quello animale, possiede dunque le forze capaci di trasformare le sostanze vegetali, le materie vegetali in materia carnea. Consideriamo ora una pianta. Essa si trova ancora in un prato o in un campo e fino a questo momento le forze che hanno agito su di lei , hanno fatto spuntare le foglie verdi, le bacche etc.

Supponiamo ora che una mucca mangi questa pianta. Una mucca o un bue che mangi questa pianta, la trasformerà in carne. Ciò significa che il bue possiede in sé le forze che gli permettono di trasformare questa pianta in carne. Immaginiamoci ora che il bue venga voglia di dirsi: " Ne ho abbastanza di passeggiare e non far altro che mangiare erba ! Un altro maiale può farlo per me ed io mi mangerò questo animale!" Dunque il bue si metterebbe a mangiare la carne e tuttavia egli stesso è in grado di fabbricarsi la carne! Tutte le forze che in lui potrebbero produrre la carne si troverebbero "disoccupate". Prendiamo una fabbrica qualunque che dovrebbe produrre una cosa qualunque e supponiamo che non si produca niente , ma che si metta ugualmente in moto tutta la fabbrica - immaginate un po' l'enorme spreco di forze che ci sarebbe! Si sprecherebbe una grande quantità di energia .

Ora, Signori, la forza che viene sprecata nel corpo dell'animale non può dissiparsi all'esterno. Il bue trabocca di questa forza; in lui allora essa fa qualcos'altro che trasformare le materie vegetali in materie carnee. Essa agisce in maniera differente e produce in lui ogni sorta di rifiuti. Al posto di carne vengono fabbricate delle sostanze dannose. Il bue si riempirebbe dunque di tutte le tossine possibili se improvvisamente diventasse carnivoro. In particolare si riempirebbe di acido urico e di urati. Ora gli urati hanno l'abitudine di avere un debole per il sistema nervoso e per il cervello.

Se il bue mangiasse direttamente della carne, ne risulterebbe una secrezione di una quantità enorme di urati che si depositerebbero nel cervello e il bue diventerebbe folle. Se potessimo fare l'esperimento di nutrire tutta una mandria di buoi offrendo loro come cibo delle colombe, otterremmo una mandria di buoi completamente pazzi
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E' così che succederebbe. Malgrado la dolcezza delle colombe, i buoi diventerebbero folli.
Vedete dunque che questo fatto contraddice il materialismo, perché se i buoi non mangiassero che colombe, dovrebbero diventare dolci come colombe, se contasse solo l'azione della materia - ma se c'è una cosa che non farebbero, è proprio quella; essi al contrario diventerebbero degli essere terribilmente focosi e scatenati.

Pensate solamente che i cavalli confermano già questo fatto: diventano focosi alla minima quantità di carne che gli si dà; si eccitano perché non sono abituati all'alimentazione carnea. Bene, Signori, tutto ciò non è senza riferimento all'uomo. La storia ci insegna una cosa molto interessante, e cioè che una buona parte della popolazione asiatica, è strettamente vegetariana. Quei popoli sono in effetti degli esseri dolci e poco bellicosi. E' solo a partire dal Medio Oriente, che si comincia a mangiare la carne ed è proprio là che cominciò il furore guerrafondaio.

Ciò si spiega col fatto che, quei popoli asiatici che non mangiano carne, usano le loro forze per trasformare le materie vegetali in materie carnee, forze che resterebbero inutilizzate, incoscienti. Ne risulta che questi popoli restano dolci, mentre gli altri non lo sono altrettanto. Orbene, bisogna sapere che quegli uomini non hanno potuto abbandonarsi che pian piano a queste riflessioni, che facciamo noi ora. Perché quando gli uomini cominciarono a mangiare la carne, non era possibile abbandonarsi alla riflessione come noi abbiamo appena fatto. Essi erano guidati dal sentimento e dall'istinto.

Vedete, il leone mangia sempre la carne, non è vegetariano. Il leone ha un intestino molto corto. E gli animali che sono erbivori hanno gli intestini molto lunghi. I loro intestini sono molto lunghi. Si trova lo stesso fenomeno nell'uomo. Un uomo discendente da una razza o da un popolo in cui tutti gli antenati mangiavano carne, ha già gli intestini più corti. I suoi intestini sono diventati troppo corti per un'alimentazione esclusivamente vegetariana.

Certo, oggigiorno è veramente possibile essere vegetariani. E ciò porta molti vantaggi. Più precisamente, mangiare solo vegetali e non carne è vantaggioso nella misura in cui ci si stanca meno velocemente dall'interno perché giustamente si evita la secrezione di urati e di acido urico. Ci si affatica meno velocemente e si conserva la testa più chiara , di conseguenza si pensa più facilmente, se mai si pensa. Per chi non può pensare, naturalmente non è vantaggioso avere la testa libera degli urati perché è indispensabile che tutto il complesso umano sia in accordo. In breve è possibile all'uomo diventare vegetariano se fa uno sforzo su se stesso. Allora egli usa delle forze che semplicemente restano inutilizzate dalla maggior parte degli uomini che oggigiorno mangiano carne.

(Estratto da -Salute e Malattia - conferenza di Rudolf Steiner del 13 gennaio 1923 (pg.329-333) Editions Anthroposophiques Romandes). Traduzione a cura di Mariolina Stefanoni

riferimento: http://www.disinformazione.it/mucchefolli.htm 

SI VEDA ANCHE:

DIETE VEGANE E VEGETARIANE VALDO VACCARO REPLICA A ITALO CILLO
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CAFFE' E MIELE... PER CALMARE LA TOSSE

Per calmare la tosse, che colpisce più o meno insistentemente molti di noi nel periodo invernale, non è necessario trangugiare i moderni sciroppi chimici, considerati a torto più efficaci di quelli naturali. Semplici rimedi casalinghi possono funzionare ottimamente addirittura risultare più superiori al cortisone.

Un gruppo di ricercatori iraniani ha voluto verificare l'efficacia di un preparato casalingo a base di miele e caffè nella tosse persistente post infettiva (TPPI), confrontandolo con il cortisone (prednisolone).


Lo studio, in doppio cieco randomizzato, è stato condotto seguendo tutti i crismi della metodologia scientifica e ha coinvolto 97 partecipanti adulti che soffrivano di TPPI da almeno tre settimane. I pazienti sono stati divisi in tre gruppi: un gruppo con il miele/caffè, uno con il cortisone (per bocca) e uno di riferimento (gruppo controllo) con guaifenesina (una molecola presente negli sciroppi commerciali contro la tosse). Alla fine della sperimentazione, il rimedio casalingo miele/caffè è risultato più efficace del cortisone, oltre che più sicuro e senza effetti collaterali.

Il rimedio casalingo era stato preparato in questo modo: 500g di ottimo miele non pastorizzato miscelato a 70g di caffè intero appena fatto. Dosaggio: un cucchiaio (25g) ogni 8 ore per una settimana.
Nella loro pubblicazione i ricercatori riassumo le proprietà dei due componenti del rimedio casalingo:

miele – azione antinfiammatoria, antiedemigena e antiossidante, accelera la riepitelizzazione e la rigenerazione dei tessuti. Grazie al suo sapore dolce, stimola per via riflessa la produzione di saliva e la secrezione del muco nelle vie respiratorie;
caffè – le metilxantine, come la caffeina e la teofillina, hanno un'azione broncodilatatoria e contemporaneamente stimolano i centri della respirazione. La caffeina possiede anche un'azione analgesica e antinfiammatoria.


Bibliografia
- Mohammad Ali Raeessi, Jafar Aslani, Neda Raeessi, Homa Gharaie, Ali Akbar Karimi Zarchi, Fereshteh Raeessi Honey plus coffee versus systemic steroid in the treatment of persistent post-infectious cough: a randomised controlled trial Primary care resp Journal Volume 22 Issue 3 September 2013
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MIGLIO: OTTIMO PER IL SISTEMA IMMUNITARIO, CONTRO L'ACIDITA' E I DOLORI OSSEI



 http://i.onmeda.de/bg_hirse.jpg
MIGLIO : adatto per chi ha problemi di capelli, in inverno apporta calore  e in estate asciuga, indicato quindi per il clima afoso, umido, e per forti sbalzi di temperatura

Ricco di vitamina A e B, rafforza il sistema immunitario e quello digestivo, neutralizza l'acidità, combatte l'anemia, cura le disfunzionid el pancreas, di milza e fegato, aiuta la memoria e combatte la fatica intellettuale e aiuta il cuore.
 
Si puo' servire sotto forma di sformato, passandolo al passaverdure ancora caldo, quindi lasciarlo riposare e poi tagliarlo a fette.



Il miglio come rimedio per i dolori ossei
Grazie ai suoi minerali il miglio allo stato integrale e grezzo può porre rimedio a vari dolori ossei e principalmente all’artrosi che colpisce grandi e piccole articolazioni e la colonna vertebrale. Ovviamente il potere terapeutico di questa pianta va appoggiato da un’alimentazione naturale e da uno stile di vita sano.

Il medico empirico Hoffmann riferisce nel proprio manuale n. 49/1900 di tre anziane signore che lamentavano artrosi alla spina dorsale e all’anca e dolori acuti. Quando consigliò loro di mangiare ogni giorno tre o quattro cucchiaini di fiocchi di miglio (non cotti e integrali) facendo loro sperare che la costanza di questa terapia avrebbe posto fine ai dolori in circa sei settimane, le tre donne credettero che si stesse beffando di loro. 

Tuttavia dovettero continuare a prendere regolarmente i fiocchi per un periodo compreso tra i sei mesi e i due anni per migliorare il metabolismo della cartilagine tanto da permettere alle superfici articolari di rigenerarsi via via completamente. Anni dopo una di queste signore che quantomeno confidava in una soluzione positiva scrisse che il trattamento era stato di aiuto, il che era confermato anche da una visita radiologica. Non doveva quindi sottoporsi ad alcuna operazione. 

Un’anziana donna intorno ai 75 anni in grado di muoversi soltanto con le grucce fu condotta in ospedale per un’operazione al disco vertebrale. Tuttavia, in seguito a una visita accurata il primario fu costretto a informare la signora che oramai era troppo tardi per sperare in un intervento efficace e che ella doveva rassegnarsi al pensiero di essere costretta sulla sedia a rotelle entro poche settimane. 

Poco dopo questa notizia scioccante, il capo reparto tornò al letto della signora per confidarle che i genitori anziani ormai da anni aggiungessero ogni giorno da tre a quattro cucchiaini di fiocchi di miglio al tè, al caffé, alla zuppa o a qualsiasi altra bevanda per i dolori alla schiena. Da allora poterono lavorare senza impedimento. 

Una volta a casa, l’anziana donna prese a consumare con regolarità fiocchi di miglio e si diede a un’alimentazione completamente naturale. Il successo non si fece attendere: la signora poté riporre prima una stampella e poi la seconda e da molto è tornata a muoversi senza dolori e impedimento alcuno. Ciononostante rimane fedele al miglio.

Il medico dott. Hoffmann cita inoltre una contadina del Land tedesco dell’Allgäu che riusciva a mala pena a camminare sorretta da due bastoni ed era costretta a fermarsi di continuo. Anche in questo caso il medico consigliò di assumere tre cucchiaini di fiocchi di miglio ogni giorno per almeno due anni, senza tuttavia cuocerli, ma aggiungendoli allo stato integrale a bevande, zuppe o al muesli e masticandoli bene. 

Quando circa un anno dopo il figlio della contadina si sposò, la signora fu in grado di festeggiare e ballare a perdifiato. È proprio l’acido silicico, presente in alta quantità nel miglio, a favorire la coadiuvazione dei vasi ridonando loro elasticità, migliorando di conseguenza la circolazione sanguigna e normalizzando la pressione troppo alta. Allo stesso tempo l’acido silicico rallenta l’avanzamento della calcificazione arteriosa.

Il prof. Gotthard Schettler riferiva già agli inizi degli anni Ottanta che le alterazioni patologiche dei vasi fossero “chiaramente in grado di regredire”. Di recente si è persino riusciti a dimostrare tale regressione tramite speciali radiografie (prof. Hans Kaffarnik, Università di Marburg).

Tratto da Waerland-Monatsheft, aprile 2003
Altre informazioni: G.A. Ulmer, “Die besonderen Heilwirkungen von Hafer und Hirse“, ISBN 3-924191-46-8, G.A. Ulmer Verlag, 78609 Tuningen.
 

 si veda anche:
 IL MIGLIO BRUNO: RICCO DI MINERALI ED EFFICACE CONTRO ARTROSI E NON SOLO...
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OLIO DI COCCO: UTILISSIMO CONTRO VIRUS, PER IL METABOLISMO E IL DIABETE

"La verità sull'olio di cocco è ovvia a chiunque abbia studiato la salute di coloro che vivono in culture tradizionali tropicali, dove questo olio da millenni è alla base della loro dieta.

Negli anni '30, un dentista americano - Dr. Weston Price - viaggiò in tutto il Sud del Pacifico esaminando le diete tradizionali ed il loro effetto sulla salute dei denti e di quella in generale. Scopri che coloro che si cibavano di prodotti di cocco, erano sani, nonostante l'alta concentrazione di grasso nella loro dieta e che i problemi cardiaci non esistevano in queste comunità

Parimenti, nel 1981 alcuni ricercatori studiarono le popolazioni di due atolli polinesiani, che avevano il cocco come fonte principale di energia calorica nella loro dieta. I risultati, pubblicati nell'American Journal of Clinical Nutrition, dimostrarono che entrambe le popolazioni manifestavano una positiva salute vascolare. Non esistono prove, infatti, che queste popolazioni che assumono tanto grasso saturo naturale, abbiano mai avuto per questo dei danni!  
Non era questo quello che vi aspettavate di leggere, vero? Dopo 60 anni di politica pubblica negativa nei confronti dei grassi saturi NATURALI, vi aspettereste che queste culture siano con le arterie intoppate, con obesità e problemi cardiaci.

Olio di Cocco Vergine - 300 gPotrà risultarvi sorprendente rendervi conto che il grasso saturo naturale contenuto nell'olio di cocco, ha addirittura eccellenti proprietà salutistiche come queste:

• favorisce la saluite cardiaca [3]
• favorisce la perdita dik peso, laddove necessaria [4]
• sostiene la salute del sistema immunitario [5]
• sostiene un sano metabolismo [6]
• fornisce una fonte di energia immediata 7]
• mantiene sana la pelle e dona un look giovanile
• sostiene un appropriato funzionamento della ghiandola della tiroide [8]

Come è possibile tutto questo?

Perchè l'olio di cocco ha un ingrediente "segreto": il 50 percento del grasso contenuto nell'olio di cocco è un grasso raramente trovato in natura; si chiama acido laurico, che ha delle eccellenti proprietà salutistiche.

Il corpo converte l'acido laurico in monolaurina, che ha proprietà antivirali, anti-batteriche [9] e che è un monogliceride che può distruggere dei virus rivestiti di lipidi, come:

• l' HIV, l'herpes
• il morbillo
• il virus dell'influenza
• vari batteri patogeni
• la giardia lamblia (protozoe)

L'acido laurico è un potente distruttore di virus e batteri gram-negativi e proprio l'olio di cocco Ne contiene la quantità maggiore rispetto ad ogni altra sostanza sulla terra!

Questa una delle ragioni per cui dovreste considerare do consumare olio di cocco nella vostra dieta, poichè non ci sono molte fonti di approvvigionamento di monolaurina. Ma non è questa la sola ragione: l'olio di cocco è anche la fonte natura più ricca di acidi grassi a catena media MCFAs), che producono molti benefici, mentre la più parte degli olii vegetali o di semi sono parte della catena lunga, gli LCFAs.

Lasciate che vi dica perchè questi ultimi non sono salutari tanto quanto quelli che si trovano nell'olio di cocco: [10]

• il corpo fa fatica a scindere gli acidi grassi a catena lunga LCFAs, che richiedono enzimi speciali per essere digeriti
• gli LCFAs affaticano ulteriormente il pancreas, il fegato e tutto il sistema digestivo
• gli LCFAs vengono immagazzinati nel corpo come grasso
• gli LCFAs possono depositarsi nelle arterie  in forma di lipidi come il colesterolo

All'opposto degli LFCAs, gli MCFAs che si trovano nell'olio di cocco hanno molti maggiori benefici salutistici, incluse queste qualità:

• gli MCFAs sono più piccoli. Permeano facilmente le membrane cellulari e non richiedono enzimi speciali per essere utilizzati efficacemente dal corpo.
• gli MCFAs sono facilmente digeribili, affaticando meno cosi il sistema digestivo.
• gli MCFAs  vengono inviati direttamente al fegato, dove sono immediatamente convertiti in energia piuttosto che essere immagazzinati come grasso.
• gli MCFAs effettivamente aiutano a stimolare il metabolismo del corpo, portando a perdita di peso.

Kokosol Nativ - Olio di Cocco L'olio di cocco combatte il diabete
il corpo invia acidi grassi a catena media MCFAs direttamente al fegato perchè vengano usati come energia. Questo rende l'olio di cocco una potente fonte di immediata energia a disposizione del corpo, assolvendo ad una funzione che nella dieta svolgono i carboidrati.

Tuttavia sebbene l'olio di cocco e i carboidrati semplici abbiano in comune l'abilità di fornire energia immediata al corpo, essi differicono in un aspetto cruciale: l'olio di cocco NON produce un picco di insulina nel sangue.

Si avete letto correttamente: l'olio di cocco agisce nel vostro corpo come un carboidrato senza però nessuno degli effetti collaterali debilitanti associati all'insulina, come accade con un' alto consumo - a lungo termine-  di carboidrati".

fonte:
http://articles.mercola.com/sites/articles/archive/2010/10/22/coconut-oil-and-saturated-fats-can-make-you-healthy.aspx
TRADUZIONE, Cristina Bassi
Gli Oli Vegetali per la Nostra Salute - Libro

NOTE AL TESTO:
[2] Prior IA, Davidson F, Salmond CE, Czochanska Z. Cholesterol, coconuts, and diet on Polynesian atolls: a natural experiment: the Pukapuka and Tokelau Island studies, American Journal of Clinical Nutrition, 1981;34:1552-1561.
[3] Dr. Mary G. Enig, Ph.D., F.A.C.N. Source: Coconut: In Support of Good Health in the 21st Century, part 2.
[4] Assunção ML, Ferreira HS, dos Santos AF, Cabral CR Jr, Florêncio TM. Effects of dietary coconut oil on the biochemical and anthropometric profiles of women presenting abdominal obesity, Lipids, 2009 Jul;44(7):593-601. Epub 2009 May 13.
[5] Dr. Mary G. Enig, Ph.D., F.A.C.N. Source: Coconut: In Support of Good Health in the 21st Century.
[6] Baba, N 1982. Enhanced thermogenesis and diminished deposition of fat in response to overfeeding with diet containing medium-chain triglycerides, Am. J. Clin. Nutr., 35:379.
[7] Bruce Fife, ND. Coconut Oil and Medium-Chain Triglycerides.
[8] Raymond Peat Newsletter, Coconut Oil, reprinted at www.heall.com.
An Interview With Dr. Raymond Peat, A Renowned Nutritional Counselor Offers His Thoughts About Thyroid Disease,
[9] Isaacs CE, Litov RE, Marie P, Thormar H. Addition of lipases to infant formulas produces antiviral and antibacterial activity, Journal of Nutritional Biochemistry, 1992;3:304-308.
Isaacs CE, Schneidman K. Enveloped Viruses in Human and Bovine Milk are Inactivated by Added Fatty Acids(FAs) and Monoglycerides(MGs), FASEB Journal, 1991;5: Abstract 5325, p.A1288.
Mitsuto Matsumoto, Takeru Kobayashi, Akio Takenaka and Hisao Itabashi. Defaunation Effects of Medium Chain Fatty Acids and Their Derivatives on Goat Rumen Protozoa, The Journal of General Applied Microbiology, Vol. 37, No. 5 (1991) pp.439-445.
Dr. Mary G. Enig, Ph.D., F.A.C.N. Source: Coconut: In Support of Good Health in the 21st Century.
Hristov AN, Vander Pol M, Agle M, Zaman S, Schneider C, Ndegwa P, Vaddella VK, Johnson K, Shingfield KJ, Karnati SK. Effect of lauric acid and coconut oil on ruminal fermentation, digestion, ammonia losses from manure, and milk fatty acid composition in lactating cows, J Dairy Sci., 2009 Nov;92(11):5561-82.

[10] St-Onge MP, Jones PJ. Greater rise in fat oxidation with medium-chain triglyceride consumption relative to long-chain triglyceride is associated with lower initial body weight and greater loss of subcutaneous adipose tissue, International Journal of Obesity & Related Metabolic Disorders, 2003 Dec;27(12):1565-71.
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ZUCCA E ZENZERO: UN RICETTA SUPERVEGAN MA GUSTOSA PER TUTTI!



Da una lettrice buongustaia,  Nicoletta:
 
Mezza zucca piccola ( zucca olanda, quella a pera con buccia liscia giallastra)..per intenderci

1 testa di ginger tagliato a pezzettoni

2 pomodori tondi tagliati a pezzettoni ,

1 cucchiaio di olio di oliva

salvia ,3 foglie fresche ( da aggiungere verso la fine) , 

rosmarino un rametto piccolo lo aggiungete subito in partenza,

Curcuma,sale ,pepe e una presa di peperoncino quanto basta

Acqua: mezzo litro 

Portare il tutto a bollitura vivace 20 minuti poi sobbollire dolcemente finche' la zucca si sfalda da sola ( un ' ora ci vuole tutta), anche un ora e mezza..

Aggiungere i ceci a 15 min prima della fine ( vanno bene anche quelli in scatola gia' cotti).



Quando versate nella fondina aggiungete un cucchiaio di latte di COCCO! 

(Brodosa o piu' fissa a secondo dei gusti..)

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4 SPEZIE E ERBE INDISPENSABILI PER L'ARMADIETTO DI MEDICINA NATURALE



spices spoons1 263x164 4 Herbs Everyone Should Have in their ‘Medicine’ Cabinet

Ci sono centinaia o almeno dozzine di erbe e spezie medicinali, che meritano uno spazio nell'armadietto di medicina naturale di casa: le 4 che seguono sono quelle di base per cominciare...


Curcuma - Olio Essenziale Puro - 10 ml1. Curcuma

La curcuma ha numerosi effetti benefici ed è facile da inseire in cucina, nei cibi. La spezia puo' ridurre infiammazione, combattere la depressione, ridurre rischi di diabete e malattie cardiache ed anche, sta dicendo la ricerca, la capacità di sconfiggere il cancro. Vari scienziati nel mondo, hanno trovato che la curcuma ha un effetto positivo su  581 diverse malattie e condizioni. E' una delle spezie piu' indagate sul pianeta.. Mentre comunemente pensiamo alla curcuma come alla spezia gialla nel curry, ci sono altri modi per per prendere i suoi benefici medicinali. Il "golden milk" (latte dorato) è uno dei modi in cui le persone usano assumer ela curcuma da secoli in medio oriente. Accertatevi solo di conoscere come ottimizzare l'assorbimento della curcuma, per trarne i maggiori benefici.

Curarsi con lo Zenzero 2. Zenzero
Come la curcuma, anche lo zenzero è una radice. e come nel caso precedente anche per lo zenzero i benefici salutistici sono incredibili (health benefits of ginger ). Particolarmente buona per calmare la digestione, ma anche per combattere il cancro, l'infiammazione  e stimolare il sistema immunitario. Il tè allo zenzero è un elixir che puo' esser eusato per il raffreddore, mal di gola, stomaco in disordine. Semplicemente mettete in infusione delle fette di zenzero in acqua per 5 minuti, raffreddare leggermente e bere, anche con miele se volete.

Origano Bio - Olio Essenziale Puro - 10 ml3. Origano
Non è per la pizza... le sue proprietà curative vanno ben oltre la sua fama culinaria. E' carico di vitamina K e manganese, e pieno di antiossidanti e fitonutrienti. La ricerca lo ha anche associato alla perdita di peso , la salute della digestione, per combattere patogeni nel cibo e come antidolorifico. E' un antibatterico, anti micotico,  e anti infiammatorio. Potete coltivarvi il  vostro origano con molta facilità  ed usarlo fresco o secco

Basilico Tulsi - Olio Essenziale Puro - 5 ml4. Basilico
Anche questa erba culinaria ha grandi proprietà curative. E' un antibatterico, prezioso per combattere  serie infezioni, incluso lo staffilococco aureo e l' E. coli. Utile anche per la saluute degli occhi e per prevenire la macchie sulla pelle con l'età. Anche l'origano è facile da coltivare. Ecco qui altri benefici dell' holy basil (il basilico sacro come chiamato in India) 

Le Spezie che Salvano la Vita Spezie  Spezie - I Sapori del Mondo in Cucina - Libro
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