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UN CUCCHIAINO DI CANNELLA, ABBASSA GLI ZUCCHERI NEL SANGUE

 
 Un cucchiaino di cannellla a colazione non aggiunge solo un tocco di sapore ma abbassa notevolmente i livelli di zucchero nel sangue e quindi potenzialmente riduce la possibilità d sviluppare diabete. Cosi dice un nuovo studio della università di Ball State.
Il ricercatore della Ball State, Jo Carol Chezem ,ha trovato che quando adulti di sano peso e obesi mangiavano dei cereali cotti a colazione, in cui avevano aggiunto 6 gr di cannella, i loro livelli di zucchero nel sangue scendevano  del 25 percento per le due ore successive, rispetto a quelli di coloro che non avevano ingerito la spezia.


Questo studio è sttao riportato nel numero di Novembre del Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics. Lo studio di Chezem ha riguardato 37 partecipanti e conferma che sia in adulti con giusto peso che in obesi, la cannella riducela concentrazione di glucosio nel sangue ed aumenta la sensibilità insulinica, rafforzando l'abilità del corpo  di tenere a bada il diabete.

"Circa 80 milioni di Americani adulti hanno il pre-diabete, uan condizione caratterizzata da un alto livello di glucosio nel sangue che porta spesso al diabete", ha detto Chezem, che insegna nutrizione al Ball State's Department of Family and Consumer Sciences. 

"Siamo molto incoraggiati dai risultatid ello studio e staimo pianificando studi simili con individui con prediabete e diabete." 

Fonte: http://medicalxpress.com/news/2013-02-spoonful-cinnamon-health.html#jCp

Cannella e Zafferano  Cannella e Zafferano La cucina della via delle spezie

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ZOLFO, OBESITA', MALATTIE CARDIACHE, ALZHEIMER E FATICA CRONICA

 
Qui di seguito la traduzione dell'articolo Sulfur Deficiency pubblicato da Stephanie Seneff (PhD) sul sito della fondazione Weston A Price.

Fonte italiana: http://scienzamarcia.blogspot.it/2012/11/deficit-di-zolfo-un-possibile-co.html


L’obesità sta diventando il problema principale dell’America di oggi, ed ha raggiunto proporzioni epidemiche in tutto il mondo. La sua diffusione è associata con l’adozione di una dieta di stile occidentale. Tuttavia io ritengo che il consumo diffuso in tutto il mondo di cibo importato prodotto da aziende degli Stati Uniti giochi un ruolo cruciale nell’aumento dell’obesità in tutto il mondo. Specificatamente questi “cibi veloci” [fast food] includono per lo più derivati altamente processati di mais, soia e cereali, coltivati in efficientissime mega fattorie. Inoltre, sosterrò in questo saggio che una delle principali cause nascoste dell’obesità possa essere la mancanza di zolfo.


Lo zolfo è, per massa, l’ottavo elemento più comune nel corpo umano, dopo ossigeno, carbone, idrogeno, azoto, calcio, fosforo e potassio. I due aminoacidi contenenti zolfo, metionina e cisteina, giocano ruoli fisiologici essenziali nel corpo umano. Tuttavia lo zolfo è stato costantemente sottovalutato dalle persone che si occupano di deficit nutrizionalit. Infatti l’accademia nazionale delle scienze non ha nemmeno assegnato una dose minima raccomandata per lo zolfo. Una conseguenza di questo limbico status nutrizionale dello zolfo è che esso viene omesso dalla lunga lista di integratori che vengono comunemente addizionati (in maniera artificiale) a cibi popolari come i cereali.


Deficit non rilevati

Lo zolfo si trova in un grande numero di cibi e, di conseguenza, si assume che praticamente ogni dieta dovrebbe contenere il necessario apporto minimo giornaliero.
Ottima fonte sono
: le uova, le cipolle, l’aglio, e le verdure a foglie verde scuro come il cavolo e i broccoli. Carne, frutta secca e frutti di mare contengono pure zolfo. La metionina, un aminoacido essenziale, si trova essenzialmente nel bianco dell’uovo e nel pesce.  
Una dieta ricca in cereali (pane e altri prodotti a base di cereali) è facile che sia deficiente di zolfo. Inoltre, cibi come mais e soia vengono disassemblati nelle loro componenti (che hanno ognuna una precisa denominazione chimica) e poi riassembalti per ottenere cibi altamente processati. Lo zolfo viene perso lungo la strada, e ugualmente si perde la consapevolezza che questa perdita possa essere importante.


Gli esperti si sono recentement resi conto che l’impoverimento di zolfo nel suolo genera seri problemi alle piante [17], e questo anche a causa dell’aumentata efficienza dell’industria agricola degli Stati Uniti, che si è fermamente consolidata con la sua struttura di mega-fattorie altamente tecnologizzate. Si stima che gli uomini ottengano circa il 10 per cento del loro fabbrisogno di zolfo dall’acqua potabile. È notevole il fatto che le persone che bevono acqua con basso residuo fisso hanno una probabilità più alta di soffrire di malattie cardiache rispetto a quelle che bevono acqua più dura [2].  Molte possibili ragioni sono state suggerite per spiegare questo fatto, e quasi ogni traccia di metallo è stata considerata a tale scopo [3]. Tuttavia credo che la ragione reale possa essere semplicemente che l’acqua dura è più probabile che contenga zolfo.

Zolfo e percentuali di obesità


La fonte originaria di zolfo è la roccia vulcanica, soprattutto il basalto, eruttato dal nucleo della terra nel corso delle eruzioni vulcaniche. (…) I tre principali fornitori di zolfo alle nazioni occidentali sono la Grecia, l’Italia e il Giappone. Queste tre nazioni inoltre godono di basse percentuali di malattie cardiache e di obesità, ed elevata longevità. Negli Stati Uniti, gli stati dell’Oregon e delle Hawaii, entrambi con significativa attività vulcanica, hanno percentuali di obesità tra le più basse della federazione. 

Per contrasto le più alte percentuali di obesità si trovano nelle zone del paese dove c’è un’alta presenza delle moderne mega-fattorie che causano l’impoverimento di zolfo nel suolo. tra tutti i cinquanta stati, l’Oregon ha le più basse percentuali di obesità infantile.

I giovani delle Hawaii stanno peggio dei loro genitori (…) Dal momento che gli Hawaiani sono diventati sempre più dipendenti dal cibo importanto dalla terraferma, hanno iniziato a soffrire sempre più di problemi di obesità.

Nel suo libro di recente pubblicazione, The Jungle Effect [25], la dottoressa Daphne Miller dedica un intero capitolo all’Islanda, capitolo nel quale cerca trovare un motivo al fatto che gli Islandesi hanno una così bassa percentuale di depressione, nonostante vivano alle alte latitudini (…). 

La dottoressa puntualizza inoltre l’eccellente stato di salute degli Islandesi in altre aree chiave: “Se paragonati ai nord americani, hanno percentuali circa dimezzate di casi di morte per attacco cardiaco e per diabete, obesità molto minore, e una maggiore aspettativa di vita. In effetti, la vita media di un Islandese è tra le più alte del mondo.
 

Mentre la dottoressa Miller propone che il fattore benefico possa essere l’alto consumo di pesce e l’associata alta assunzione di grassi omega-3, si scontra con il problema che gli Islandesi che si trasferiscono in Canada e continuano a mangiare molto pesce non godono della stessa bassa percentuale di depressione ed attacco cardiaco. Secondo il mio punto di vista, la chiave per la buona salute degli Islandesi si trova nella catena di vulcani che costituisce la colonna dorsale delll’isola, posizionata sopra la dorsale medio-atlantica.

La dottoressa . Miller rimarca che la massiccia emigrazione verso il Canada fu dovuta alle intense eruzioni vulcaniche del tardo 1800, che coprì la regione sud orientale del paese. Ciò significa, ovviamente, che i suoli oggi sono altamente arricchiti di zolfo. I cavoli, le barbabietole e le patate che sono gli alimenti principali della dieta islandese stanno presumibilmente fornendo agli Islandesi più zolfo rispetto a chi segue una dieta Americana.


Due misteriose molecole

Adesso viene la questione difficile: perché la mancanza di zolfo porta all’obesità? La risposta, come capita spesso in biologia, è complicata, e parte di ciò che teorizzo è al momento solo una congettura.

Lo zolfo è noto come un minerale con valenza curativa, ed una mancanza di zolfo porta spesso a dolore ed infiammazione associato con vari disordini a livello di muscoli e di scheletro. Lo zolfo gioca un ruolo chiave in molti processi biologici, uno dei quali è il metabolismo. Esso è presente nell’insulina, l’ormone essenziale che promuove l’utilizzazione dello zucchero derivato dai carboidrati per dare energia alle cellule dei muscoli ed alle cellule del grasso. Tuttavia, la mia vasta ricerca nella letteratura scientifica mi ha portato a considerare due misteriose molecole che si trovano nel sangue e in molte altre parti del corpo: la vitamina D3 solfatata e il colesterolo solfatato [35].


In seguito ad esposizione al sole, la pelle sintetizza la vitamina D3 solfatata, una forma di vitamina D che, a differenza della forma non solfatata, è solubile nell'acqua. Di conseguenza tale molecola può muoversi liberamente con la circolazione sanguigna invece che dovere essere incapsulata all’interno del colesterolo LDL (il cosìddetto colesterolo “cattivo”) per il suo trasporto [1]. La forma di vitamina D che è presente sia nel latte umano [19] che nel latte crudo delle mucche [2] è la vitamina D3 solfatata (la pastorizzazione del latte di mucca distrugge tale molecola). Anche il colesterolo solfatato viene sintetizzato nella pelle, dove forma una parte curciale della barriera che tiene lontani i batteri nocivi ed altri micro-organismi come i funghi [35].

Il colesterolo solfatato regola il gene per una proteina detta profilaggrina, interagendo come un ormone con il recettore nucleare ROR-alpha. La profilaggrinaè il precursore della filaggrina, che protegge la pelle da orgnaismi invasivi [31, 24]. Una mancanza di filaggrina è associata con l’asma e con l’artrite. Quindi il colesterolo solfato gioca un ruolo molto importante nella protezione dall’asma e dall’artrite. Questo spiega perché lo zolfo è un elemento curativo.

Come la vitamina D3 solfatato, il colesterolo solfatato è anche solubile in acqua, ed anch’esso, a differenza del colesterolo, non deve essere incapsulato dentro il colesterolo LDL per essere distribuito ai tessuti.

E qui pongo l’interessante domanda: dove vanno la vitamina vitamin D3 solfatato ed il colesterolo solfatato una volta che vanno in circolo nel sangue, e che ruolo giocano nelle cellule? Sorprendentemente, per quanto ne so, nessuno lo sa. È stato determinato che la forma solfatata della vitamina D3 non è per niente efficace nel trasporto del calcio, il ben noto ruolo “primario” della vitamina D3 [29]. Tuttavia, la vitamina D3 ha sicuramente molte altre funzioni positive (e ne vengono scoperte sempre di più man mano che passa il tempo) tra le quali una funzione di prevenzione nei confronti del cancro, l’aumento dell’immunità nei confronti delle malattie infettive, e la protezione contro le malattie cardiache.


I ricercatori non comprendono ancora come essa possa espletare tali azioni benefiche, che sono state osservare empiricamente ma che rimangono inspiegate dal punto di vista fisiologico. Tuttavia io sospetto fortemente che sia la forma solfatata di questa vitamina la portatrice di tali benefici effetti, e adesso spiegherò le ragioni di questo mio convincimento.

Una caratteristica molto speciale del colesterolo solfatato, che lo distingue dal colesterolo non solfato, è la sua notevole agilità: a causa della sua polarità esso può passare liberamente attraverso le membrane cellulari, quasi come un fantasma [30]. Questo significa che il colesterolo solfatato può entrare facilmente in una cellula del grasso o in una cellula muscolare. Sto sviluppando una teoria che si basa sull’ipotesi che il colesterolo solfatato giochi un ruolo essenziale nel metaboloismo del glucosio per queste cellule. Qui sotto mostrerò come il colesterolo solfatato può proteggere le cellule del grasso e le cellule dei muscoli dal danno dovuto all’esposizione al glucosio, un pericoloso agente riducente, e all’ossigeno, un pericoloso agente ossidante.


Argomenterò inoltre che, con un livello insufficiente di colesterolo solfatato, le cellule grasse e le cellule muscolari vengono danneggiate, e come conseguenza divengono intolleranti al glucosio, incapaci di processare il glucosio come fonte di energia. Questo succede dapprima alle cellule muscolari ma in seguito eventualmente anche alle cellule del grasso. Le cellule del grasso divengono luoghi di deposito per il grasso per fornire energia ai muscoli, perché i muscoli sono incapaci di utilizzare il glucosio come fonte di energia. Eventualmente le cellule del grasso divengono anche troppo danneggiate per rilasciare i grassi in esse accumulati. Il tessuto adiposo quindi si accumula nel corpo.
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Msm -  50 CapsuleMsm - 50 Capsule
Lo zolfo organico, MSM, può servire come chelante naturale per rimuovere i metalli pesanti.

DA http://www.erbeofficinali.it :

Lo zolfo organico è inoltre in grado di legare i metalli pesanti come piombo, cadmio e mercurio, e facilitarne l'espulsione dall'organismo. Questo processo prende il nome di chelazione
Le attività attribuite all'MSM sono le seguenti:
- assunto per via orale modera le diverse risposte allergiche nei confronti del polline e del cibo, quindi potrebbe essere ridotto enormemente L'uso di farmaci antiallergici;

- controlla l'ipersecrezione gastrica;
- diminuisce l'ipersensibilità nei confronti di farmaci come aspirina, agenti antiaritmici non steroidei e antibiotici assunti per via orale in seguito all'assunzione dell'MSM un'ora prima o contemporaneamente al farmaco;
- 100mg o 500mg al giorno di MSM hanno permesso un controllo della costipazione;

- è utile per ridurre le disfunzioni polmonari;- ha un'azione antiparassitaria;- detossifica ed energizza il corpo;
- aiuta il fegato nella secrezione biliare e nella produzione di colina;

- rinforza le pareti dei capillari, previene la formazione di vene varicose;

- aiuta il metabolismo dei carboidrati;

- aiuta a tenere in buono stato di salute capelli, pelle e unghie;
- artrite;
- artrosi;
- lupus eritematoso;
- dolori muscolari e crampi;
- stress e problemi cardiaci;- Diabete;
- Acidità di stomaco;

- costipazione; 
- Allergie;

- Disfunzioni polmonari;

- Problemi articolari;
- Eczemi;
- Intolleranze alimentari;
- Psoriasi

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I SONNIFERI AUMENTANO IL RISCHIO DI MORTE: L'ALTERNATIVA DELLA FITOTERAPIA

I comuni farmaci che vengono prescritti per favorire il sonno (soprattutto benzodiazepine) possono aumentare il rischio di morte di oltre 4 volte, secondo una nuova ricerca americana pubblicata sull’autorevole British Medical Journal

Questo rischio è direttamente proporzionale alla quantità di pillole assunte. Inoltre tra i consumatori di sonniferi aumenta anche il rischio di tumore del 35%.
I ricercatori hanno comparato la mortalità di un gruppo di oltre 10.500 adulti che assumevano i sonniferi con un gruppo di 23.600 adulti che non li assumevano.

Un consumo di sonniferi tra le 18 e le 132 dosi all’anno aumenta in media di 4,6 volte la possibilità di morire prematuramente: con meno di 18 dosi all’anno il rischio aumenta di 3,5 volte, oltre le 132 dosi il rischio sale a 5 volte.
Secondo i ricercatori, nel 2010 in America il consumo di sonniferi è stato la causa di 320.000-507.000 decessi.

 I farmaci ipnoinducenti aumentano il rischio di morire per questi motivi:
- possono causare depressione, che può portare al suicidio
- interferiscono con le abilità motorie e cognitive e quindi aumentano la possibilità di errori nella guida
- aumentano l’incidenza di apnea notturna, che può portare a problemi cardiovascolari
- in alcuni soggetti, aumentano i fenomeni di sonnambulismo che a sua volta può portare ad un aumento del rischio di incidenti domestici
- provocano disturbi dell’alimentazione con risvegli notturni e desiderio di consumo di cibo, che a sua volta porta ad obesità e rischi connessi
- nello studio americano chi assumeva sonniferi aveva anche più disturbi di reflusso esofageo e ulcere peptiche
- sempre nello studio in questione, i ricercatori hanno constatato un aumentata incidenza di gravi patologie come il linfoma e i tumori del polmone, esofago, prostata tra i soggetto che usavano sonniferi.


Fitoterapia

 Il consumo di sonniferi e tranquillanti è aumentato in modo spaventoso negli ultimi decenni. Segno che l’uomo moderno è disorientato, fragile e incapace di reggere i ritmi che lui stesso si è imposto. Per altro, questi farmaci danno dipendenza, rendendo le persone ancora meno libere, e sono gravati di diversi effetti collaterali non ultimi quelli di cui si parla nello studio citato. Si può e si deve intervenire sull’insonnia in modo diverso e non solo farmacologico, prendendo, ad esempio, in considerazione tecniche di rilassamento, psicoterapia, meditazione, yoga, terapie fisiche ayurvediche e attività sportiva, cui il medico non pensa quasi mai. In combinazione con questi provvedimenti non farmacologici è possibile usare diversi integratori ed erbe medicinali. Vediamo, quindi, alcune erbe medicinali utilizzate tradizionalmente nell'insonnia:

Valeriana, Valeriana officinalis – la radice di questa nota pianta medicinale è stata utilizzata per curare insonnia, nervosismo, ansietà e tensione muscoscheltrica e dolore da oltre 2.000 anni. Le monografie ESCOP ( European Scientific Cooperative on Phytotherapy) e quelle della Commissione E tedesca ne indicano l’impiego nel caso di tensione nervosa o difficoltà nell’addormentamento. L’effetto sedativo-ipnotico sarebbe ascrivibile all’ acido valerico e ai valepotriati. La valeriana è più efficace se utilizzata in modo continuativo piuttosto che al bisogno, dato che necessita alcune settimane per fare pienamente effetto. Rappresenta una buona alternativa alle benzodiazepine e non provoca sonnolenza e torpore fisico al risveglio. Dei sogni particolarmente vividi sono l’unico effetto collaterale che più frequentemente potrebbe causare.

Luppolo, Humulus lupulus - è stato usato per lungo tempo per i suoi effetti sedativi. La Commissione E tedesca ne ha approvato l’impiego per la cura dei disturbi dell’umore, restlessness, ansia, e disturbi del sonno e la ESCOP per tenseness, irrequietezza e disturbi del sonno. Negli animali ha mostrato effetti sedativi, ipnotici e spasmolitici. Nell’uomo mancano ancora studi di un certo rilievo. Nella terapia dell’insonnia, il luppolo si associa bene con altre piante ad effetto simile.

Passiflora, Passiflora incarnata  ottima pianta ad azione sedativa, ansiolitica, ipnoindicente e spasmolitica. Specifica nel caso in cui la tensione nervosa o l’ansia coinvolgono il cuore e causano tachicardia, palpitazioni, extrasistoli e aritmie in genere. Va anche bene nel caso di disturbi nervosi legati al periodo menopausale. Gli studi sugli animali hanno confermato la sua azione ipnoinducente, ma mancano buoni studi clinici sull’uomo. La Commissione E tedesca ne indica l’uso in caso di agitazione nervosa.

Scutellaria, Scutellaria laterifoia – ne esistono 300 specie, di cui 113 sono originarie delle americhe. La S. laterifolia è la più nota e tradizionalmente utilizzata come sedativo, tonico nervino, antispastico, ipnoindicente, antiepilettico e antinevralgico. In passato è stata anche utilizzata con successo per la cura della rabbia (da cui il nome inglese “mad-dog scullcap”). E’ una droga spesso adulterata con la specie botanica Teucrium canadese, coinvolta in casi di tossicità epatica. Gli studi clinici sull’uomo sono pochi e non definitivi. Un’altra specie, meno conosciuta, è la S. racemosa, che ha mostrato effetti ansiolitici nell’uomo e negli animali. L’effetto pare sia dovuto ad un legame con i recettori cannabinoidi (CB1) presenti nell’encefalo. Nella pratica, è utilizzata a bassi dosaggi soprattutto in associazione con altre piante ad effetto simile, come la valeriana.

Escolzia, Eschscholzia californica – tradizionalmente utilizzata come antispastico, antalgico, calmante e sonnifero. Le ricerche hanno mostrato che ha un effetto sedativo alle dosi più alte e un effetto ansiolitico a quelle più basse. In due studi clinico una formula composta (escolzia 80% + coridale 20%) ha mostrato un significativo effetto sonnifero.

Camomilla, Matricaria recutita – nota per i suoi effetti antispastici, antinfiammatori e sedativi, sfruttati soprattutto nel campo dei disturbi gastro-intestinali. In alcuni studi sugli animali, ha mostrato un’azione anticonvulsivante e sedativa centrale. Mancano conferme nell'uomo. Nel caso di insonnia o agitazione notturna, la camomilla è considerata un ottimo e sicuro rimedio per bambini e gravide.

Melissa, Melissa officinalis – le monografie ESCOP ne indicano l’uso come sedativo, mentre la Commissione E tedesca ne autorizza l’uso come sonnifero nel caso di disturbi del sonno legati a stati di nervosismo.

Lavanda, Lavandula angustifolia – approvata dalla Commissione E tedesca come calmante. E’ un blando sedativo indicato nel caso di nervosismo, agitazione e conseguente insonnia. E’ più efficace sotto forma di olio essenziale.

Cardiaca, Leonurus cardiaca – tradizionalmente utilizzata come blando sedativo e antispastico nel caso di stati di irritabilità e tensione. Specificamente indicata nella premenopausa, soprattutto associata a palpitazioni, ansia e contestuale iperfunzione tiroidea.

Papavero rosso, Papaver rhoeas – è stato utilizzato come sedativo del sistema nervoso fin dall’antichità, sebbene le conferme scientifiche manchino. Se ne fa uso soprattutto in pediatria come leggero sedativo, come sonnifero e come calmante ed emolliente nella tosse e nella pertosse.
La farmacopea ayurvedica propone altre erbe medicinali di grande interesse per la cura dell’insonnia. Vediamone solo alcune:

Jatamansi, Nardostachys jatamansi – sedativo, antispastico, analgesico. Soprattutto nel caso di insonnia dovuta surmenage intellettuale.
Bacopa, Bacopa monniera – adattogena, sedativa, ansiolitica. Agisce sulla memoria, che nei soggetti insonni è spesso carente.
Ashwagandha, Whitania somnifera – sedativa, tonico-nervina. Utile nelle insonnie dei soggetti debilitati, dimagriti e nervosi. Riduce gli effetti negativi della privazione da sonno.
Centella, Centella asiatica – ansiolitica, tonico-nervina. Ha notevolmente migliorato il sonno in soggetti affetti da MCI (Mild Cognitive Impairment).

FONTE:
http://www.dottorperuginibilli.it/index.php/component/content/article/53-prima-pagina/508-sonniferi-rischio-di-morte-e-fitoterapia 

Bibliografia
- Foster S, Scullcap: an Herbal Enigma Business of Herbs. November 05, 1997 American Botanical Council.

- Kripke, D. F. et al. 'Hypnotics' association with mortality or cancer: a matched cohort study', BMJ Open, 2:e000850, 2012. doi:10.1136/bmjopen-2012-000850
- Romm A. Insomnia. Review of Ten Herbs Used to Promote Sleep J Am Herbalists Guild. 2009;8(2): 14-22.
- Sushma T et al. Effect of Centella asiatica on mild cognitive impairment (MCI) and other common age-related clinical problems. Digest Journal of Nanomaterials and Biostructures Vol. 3, No.4, December 2008, p. 215 - 220


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EVITA LO ZUCCHERO SE NON VUOI INVECCHIARE IN FRETTA...


Advanced glycation end products (AGEs): i prodotti finali della glicazione avanzata, sono un gruppo complesso di composti che si formano quando lo zucchero reagisce con gli amminoacidi. Questo puo’ verificarsi sia nel cibo che ingeriamo che dentro il nostro corpo.
L’acronimo AGE in inglese è calzante (age= età), poichè, insieme alla ossidazione, questo è uno dei maggiori meccanismi molecolari per cui si concentra il danno nel nostro corpo, che porta alla malattia, al processo di invecchiamento ed eventualmente alla morte.
C’è per esempio enorme evidenza che l’AGE possa essere implicato nello sviluppo di malattie degenerative croniche associate all’invecchiamento, includendo   -ma non solo-:
·       Malattie cardiovascolari
·       Alzheimer
·       Diabete
Molti studi hanno mostrato che ridurre il consumo  di AGEs puo’ incrementare la durata della vita nei modelli animali.
Secondo una documentazione che riassume una recente ricerca sullo AGEsi:
"... I dati  incoraggiano il fatto che gli AGE endogeni siano associati ad un declino del funzionamento dell’organo. Sembra che l’AGE alimentare abbia una relazione con questo.
... Per quanto riguarda oggi, una restrizione nell’assunzione dietetica di AG e del Movimento fisico hanno mostrato di ridurre in modo sicuro la circolazione dell’AGE, con successive riduzione di stress ossidativo e di markers infiammatori”
Perché limitare lo zucchero è  la chiave per la longevità
.. perchè tra tutte le molecule in grado di infliggere un danno al corpo , quelel dello zucchero sono probabilmente le piu’ dannose. Il fruttosio in particolare , è un agente estremamente potente che favorisce l'infiamamzione e che crea l'AGE  ed accelera il processo di invecchiamento. Promuove anche un tipo di crescita pericolosa delle cellule adipose intorno agli organi vitali, cosa che crea l'impronta per diabete e malattie cardiache.
In uno studio sul  fruttosio, 16 volontari che avevano una dieta controllata che includeva molto fruttosio , hanno prodotto nuove cellule adipose intorno al cuore, fegato, organi digestivi e questo solo in 10 settimane!
Lo zucchero/fruttosio aumenta anche i livelli di insulina e leptina e diuminuisce la sensibilità dei ricettori per questi ormoni vitali e questo è un altro fatto essenziale per l'invecchiamento precoce e per malattie degenerative croniche come quelle cardiache.
Tenete presente che mentre è perfettamente normale che i vostri livelli di zucchero nel sangue si alzino leggermente dopo ogni pasto, NON è naturale o sano quando questi si alzano eccessivamente e stanno a quel livello. 
Purtroppo questo è proprio cio' che accade se mangiate come l'americano tipo, che consuma piu' di un chilo di zucchero a settimana di media!
by dr Mercola,
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