LETTERA
DEVO A TE SE SONO DIVENTATO VEGANO
Vedi Valdo, io ti rispetto e ti stimo molto perché grazie al tuo blog mi si sono aperte, qualche anno fa, le porte ad una conoscenza grande e molto profonda. Nella mia mente, dopo che leggevo quello che scrivevi, si diradava una nebbia che offuscava la via verso la vera verità. É proprio nel periodo in cui ho iniziato a leggere il tuo sito che sono diventato vegano (ormai sono 2 anni).
NON ACCETTI CHE LA VERITÀ STIA NEL MEZZO
Purtroppo dalla tua risposta alla mia lettera devo constatare che, pur essendo tu una persona molto più saggia della norma, hai un atteggiamento, verso l'argomento che tratti, di fanatismo e di seguace di una religione. Anche leggendo altre tue risposte si evince che non sei di vedute molto larghe in merito al argomento che tratti (alimentazione e connessi). Sei fisso sulla tua strada e non accetti che la verità a volte risieda nel mezzo.
ANCHE TU PUOI ESSERE NEL TORTO
Pur tu non avendo, a differenza di altri dietologi e di dottori, interessi economici dietro alle tue parole, e quindi ti é più facile arrivare alla vera verità e anche divulgarla, non mi sembra che tu riesca ad accettare che magari le tue parole non sono poi verità assoluta, e che anche tu puoi essere nel torto a volte.
CAMBIARE STRADA ED OPINIONE È SEMPRE TRAUMATICO
Parli spesso di dottori / dietologi che ad un certo punto della loro vita si sono resi conto che quello che avevano praticato e saputo per tutta una vita era tutto sbagliato e non vero, e che hanno aperto gli occhi e magari si sono avvicinati al veganismo e all'igienismo. Immagini quanto sia stato traumatico per loro fare certe scoperte e cambiare totalmente strada?
E SE UN GIORNO APPARISSE UNA NUOVA REALTÀ?
E se un giorno d' avanti ai tuoi occhi si delineasse un' altra verità, che magari per ora non hai il coraggio di guardare? Non dico una che per forza vada a ribaltare le tue solide certezze ma che si integri alla perfezione con quello che già sai.
SEI INFORMATISSIMO SU ACIDO E ALCALINO
Non é certo un segreto che la maggior parte della popolazione comune ignori completamente il concetto di acidificazione e alcalinizzazione, concetto che sta alla base della maggior parte delle situazioni di benessere e malessere che viviamo. E una persona come te, che invece su questo fatto é informatissima e addirittura lo divulga, é sicuramente come ho detto prima, più saggia della media e da ammirare.
IL VEGANISMO PUÒ DIVENTARE UN DOGMA E UNA FISSAZIONE LIMITANTE
Ma purtroppo secondo me la tua mente é bloccata nello sviluppare altre conoscenze, da dogmi come il veganismo (idem per me, e me ne faccio carico). Se io 2 anni fa sono diventato vegano, é perche sentivo di dover iniziare a vivere in modo più morale; e perché se una persona nel mondo occidentale si vuole inclinare verso una vita più morale cosa le viene proposto dalla società? Veganismo, religioni varie. In poche parole tutti dogmi.
IDEE PRECONFEZIONATE CHE NON PORTANO ALLA VERA CONOSCENZA
Dogmi che di certo non inducono la tua mente a imparare a ragionare da sola, non inducono la mente a imparare a discernere da sola il giusto dallo sbagliato. Ma ti rifilano uno stile di vita già "preconfezionato". Tu devi solo seguirlo. Nulla di tanto sbagliato alla fine. Di solito chi diventa vegano o inizia a dedicarsi ad una religione non peggiora di certo la propria vita! Ma purtroppo rimane bloccato con dei dogmi che di certo non lo faranno avanzare verso la Vera conoscenza.
SEI BLOCCATO DAL DOGMA DEL VEGANISMO
Valdo tu ne sai molto, sei un bagaglio di conoscenze, lo vedo da quanto scrivi, ma purtroppo sei bloccato dal dogma del veganismo. Che purtroppo ti fa sparare assurdità come "il latte é carne liquida". Un'altra cosa che mi sembra di percepire da quello che scrivi é che credi che la salute sia tutta dovuta all'alimentazione.
SFERA EMOTIVA E MOVIMENTO FISICO SONO IMPORTANTI QUANTO E PIÙ DELL'ALIMENTAZIONE
Secondo me tutto contribuisce al tutto. Uno stato di benessere non si ottiene solo con un alimentazione equilibrata e col digiuno, ma i ruoli più importanti sono giocati dalla sfera emotiva e dal movimento fisico.
AMARE ED ESSERE AMATI È BASILARE
Amare ed essere amati secondo me é medicina più forte di qualsiasi digiuno a base di acqua. Diete di popoli antichi ci insegnano che si può vivere sani e felici anche con una dieta a base di caccia o di pesca. Sono ben altri i motivi che fanno ammalare l'uomo moderno.
VEGANISMO COME MODA
Ti dirò perche penso che il veganismo (quello ferreo) sia un dogma, una moda del mondo moderno. Sta tutto sul punto di vista che ha l'uomo moderno e occidentale della morte. Vediamo la morte come una fine. Quando in realtà non é altro che una trasformazione. La morte in sé non é né buona né cattiva, al massimo può essere utile o inutile, a seconda dei casi.
PIANTA E ANIMALE NON SONO DIVERSI
Il fatto che da quando nasciamo non siamo mai a contatto con la natura e vediamo la morte di un animale ucciso per cibo come qualcosa di crudele, é perché pensiamo che sia come tra gli uomini che si uccidono esclusivamente per crudeltà. Se tu paragoni il latte alla carne perché é derivato dall'animale, allora io paragono una pianta alla carne di un animale. Alla fine anche la pianta é un derivato della carne di altri animali, che siano essi sotto forma di feci o di carcassa.
L'ANIMALE INGERITO RIDIVENTERÀ NUOVA FORMA DI VITA
Se tu uccidi un animale per mangiartelo, non l'hai ucciso e basta, ma lo hai trasformato in nutrimento per il tuo corpo e in seguito quando verrà espulso, ritornerà alla terra per rinascere sotto una nuova forma di vita.
GLI ANTICHI NON AVEVANO BISOGNO DI DOGMI VEGANI
Queste cose, popoli saggi e antichi, (es. nativi americani e certi popoli asiatici) le avevano comprese e di certo non avevano bisogno di dogmi come il veganismo per raggiungere un evoluzione mentale e spirituale avanzatissima, oltre che una salute senza malattie pur mangiando animali cacciati e pescati.
ANCHE LE PIANTE SONO VIVE
Perché consideriamo l' uccisione di un pesce crudele, e sradicare una pianta dal terreno per mangiarne le radici più che normale? Anche la pianta é viva, no? Anche le piante si difendono in ogni modo possibile per non morire, ma solo perché sono cosi biologicamente differenti da noi, non ce ne accorgiamo e pensiamo che siano lì solo per offrirsi a noi come cibo. Arbitrariamente, i vegani hanno stabilito che gli animali provano sentimenti e le piante no. Tutto ciò nasce da un fortissimo distacco dalla natura e dalle sue leggi al quale ci siamo sottoposti e che ora stiamo cercando di ritrovare attraverso strade che di certo non aprono le porte alla verità.
Octavideoz
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RISPOSTA
SONO INTASATO DA MESSAGGI IMPORTANTI E NON HO TEMPO DA PERDERE IN RAGIONAMENTI ASTRUSI E FINI A SE STESSI
Ciao Octavideoz. Ti chiedo di non inviarmi altri messaggi, viste che, se permetti, ho cose più importanti e urgenti da trattare. Per te sarei dogmatico in quanto vegano? Padrone di pensarla come vuoi. L'ho detto molte volte, ma a te è evidentemente sfuggito. Non mi vanno le etichette, nemmeno quella di vegetariano, di vegano e di igienista. Mi ritengo un libero pensatore e come tale necessariamente aperto e privo di dogmi. Salvo che tu non definisca dogmi i buoni principi.
NON STRAVOLGIAMO I FATTI
Non ho mai detto, pensato e scritto che l'alimentazione è la base esclusiva di tutto. Queste sono accuse gratuite da parte tua. Sono uno studioso salutista e cerco di trasmettere alla gente quello che ritengo giusto. Se uno mi vuole contestare, venga con degli argomenti chiari e trasparenti e si cerca di ragionare. Dimostrami coi fatti che o torto e vedrò di rivedere le mie posizioni. Non è il caso tuo. Non afferro le tue motivazioni e trovo il tuo modo di agire e di pensare alquanto criptico ed enigmatico, se non addirittura subdolo.
DIFENDO LA VITA E NON LA SOPRAFFAZIONE
Le stesse mie posizioni di vegano tendenzialmente crudista dimostrano manica larga e non fanatismo. Ho pure ammesso che il latte di malga potrebbe essere accettato se gli animali non venissero premiati col macello. Non per moda o per le cervellotiche e fumose argomentazioni che tu hai enumerato, ma perché la difesa della vita fa parte del mio modo di essere. Fin da quando avevo l'età di intendere e volere.
DOBBIAMO ALIMENTARCI CAUSANDO MENO DANNI E MENO SACRIFICI POSSIBILI
Ho detto molte volte che il mondo animale a cui apparteniamo deve necessariamente pescare sul regno vegetale. Qualche sacrificio dobbiamo accettarlo e si tratterà di limitarlo ai minimi termini. Con la frutta non ci sono problemi in quanto essa non aspetta altro che di essere mangiata. Per le verdure da taglio, si tratta di un prendere che lascia la pianta riprodurre senza problemi.
NON MI RISULTA DI MALTRATTARE LE PIANTE
Quanto ai tuberi e alle radici, il più delle volte andrebbero marce o sarebbero preda dei vermi. Le piante vanno rispettate anch'esse il più possibile, ma non possono essere paragonate all'animale dotato di organi sensori, visivi, uditivi simili ai nostri, di sentimenti, di paure e di timori simili ai nostri. Ragiono da uomo e non pianta. Da uomo evoluto e sensibile alle condizioni di creature simili a noi e trattate in modo bestiale.
SIAMO UOMINI EVOLUTI O SIAMO ORCHI CINICI E CATTIVI?
Cacciatori e pescatori del passato felici e in armonia con la natura? Può anche essere. Per quanto ogni uccisione rimanga crudele e orribile, il farlo con una fionda o con l'arco era qualcosa di difficile che lasciava una chance di fuga alle vittime. Bombardare con una pioggia di pallini gli uccelli e i leprotti, o dragare i mari con reti da strascico e con camere della morte chiamate tonnare, o inseguire le balene e cannoneggiarle impietosamente nel loro ambiente naturale, è cosa diversa. Rinchiudere nei penitenziari chiamati stalle delle creature per sfruttarle in modo pazzesco e incollargli addosso una etichetta con la data di macellazione, è cosa diversa, è roba da orchi cattivi più che da uomini.
DOGMATICO NELLE SCELTE ETICHE E NEL RISPETTO DEL PROSSIMO? PIACERE DI ESSERLO!
Se per te rifiutare la logica della sopraffazione e del macello è dogmatismo, allora ben venga l'essere dogmatici. Non lo trovo affatto limitante. Andare oltre il veganismo? Confesso di non capire chi tu sia, e dove tu voglia arrivare. Mi dai l'idea di uno che è andato in India e a trovato un guru-sbandato che lo ha disinnescato e messo in crisi, rendendolo indifferente a tutto e qualunquista ideologicamente.
Se sei un harekrishna moderno difensore del latte, ti dico subito che sono un grande ammiratore di
Maneka Gandhi. Parli in continuazione di vera conoscenza, senza mai dire cosa essa sia.
NON LA VERITÀ MA LA MEDIOCRITÀ STA NEL MEZZO
Prendo anzi uno stralcio della tesina "No alla proteina, no a Soros, no a Rockefeller" del 14/12/11, dove spiego in dettaglio i motivi precisi delle mie scelte. Penso di essere chiaro e trasparente nel dire le cose, ed anche di portare delle motivazioni. Nel caso tuo, scusami, l'obiezione, non si capisce per niente dove tu voglia arrivare. La verità sta nel mezzo? Chi l'ha detto mai. Ho scritto una tesina su questo, dal titolo "La mediocrità sta nel mezzo", del 30/11/08, e la trovi su www.medicinanaturale.biz.
Cito il tutto per chi vuole capire e non necessariamente per te, che non segui e non condividi, e che senti soltanto la tua, infastidito dalle mie sicurezze e dalle mie ragioni.
UN LATTE DI QUALITÀ AUSTRALIANO (PARIS CREEK) RIVELA I DIFETTI DEL LATTE COMUNE
La pubblicità del latte Paris Creek che si vende a Singapore, mette a nudo i difetti del latte normale.
Il Paris Creek proviene da mucche tranquille e sotto-produttive, non forzate a produrre più latte e più carne mediante ormoni sintetici. Il Paris Creek non contiene residui di ormoni, non è omogeneizzato e dunque causante intolleranze, problemi di colesterolo e di cuore, non subisce processi di alta temperatura (riduzione vitamine A e D). Il Paris Creek ha il 50% in più di vitamina E e di Omega-3, il 3,75% in più di betacarotene, il 200-300% più antiossidanti, il 30% in più di calcio e di acido linoleico. Chiaro che costa il triplo rispetto al mediocre latte che la gente compra.
UNA MAGNIFICA DONNA INDIANA DI NOME MANEKA GANDHI
Ex-modella e 55 anni di età portati benissimo, Maneka è celebre in India, essendo vedova di Sanjay Gandhi, figlio di Indira e perito in un incidente aereo che si dice prefabbricato. Contestatrice nata, è stata più volte ministro della salute, nonché esponente dell’opposizione interna all’Establishment guidato dalla cognata Sonia Gandhi, pur essendo membro de Nehru-Gandhi Political Clan.
Leader dell’Animal Rights, è stata per decenni bersagliata dai capi religiosi Ayurveda, per le sue posizioni da sempre anti-latte. Oggi la scienza internazionale (vedi The China Study) ma anche quella indiana, inclusi gli Ayurdeva moderni, sono tutti con lei.
CONTRARIETÀ PER MOTIVI SALUTISTICI
In una intervista dei giorni scorsi, Maneka ha giustificato la sua forte avversione al latte spiegando che si tratta di alimento ferro carente e ferro-blindante, in quanto impedisce agli alimenti buoni di cedere il loro ferro al nostro organismo. E’ inoltre calcio-inefficiente, visto che dal latte si estrae solo il 32% del calcio, mentre il rimanente 68% va a produrre disastri al sistema urinario (calcoli, calcificazioni, prostata, dialisi) e disastri a quello endocrino (tiroiditi). Tutto questo quando dal cavolo crudo ricaviamo il 65% del calcio e dal cavolfiore (cotto al vapore) il 69%. Quanto ai pesticidi HCH, il massimo limite concesso per legge è di 0,01 mg/kg, mentre la media indiana, ed anche quella mondiale, viaggia intorno ai 5,7 mg/kg, ovvero 500 volte più veleni di quelli massimi ammessi per legge.
CONTRARIETÀ PER MOTIVI ETICI
In India qualcuno ha la faccia tosta di dipingere l’industria del latte come “l’industria gentile”.
“Gentile dove?” obietta Maneka. Ogni bicchiere di latte, ogni yogurt, ogni formaggino viene da una triste e disgraziata madre, forzata su basi annuali alla gravidanza, munta per 10 mesi, re-inseminata al 3° mese dei 10, costretta a disintegrare le sue cellule mediante chetosi per compensare il deficit, sottoposta ad antibiotici e cortisone per la dolorosa mastite cronica delle sue mammelle. Non bastando la supermungitura, danno loro l’ossitocina, un farmaco latte-stimolante per aumentare la resa. Spesso, i contadini indiani entrano con un bastone nell’utero delle mucche per spingerle a darne ancora di più.
Una madre infelice alla quale sequestrano il piccolo per massacrarlo sotto i suoi stessi increduli occhi. Un tempo i piccoli venivano chiamati “Bachda” (sacri vitellini), ma oggi li chiamano “Katra”
(vitellini da carne).
UNA TRADIZIONE DI SALUTE
I critici hanno obiettato a Maneka che gli Indiani hanno dopotutto bevuto latte per secoli, eppure sono sani. “Cosa intendete per sani?” “Avere l’artrite, l’artrosi, le tiroiditi, le osteoporosi, i calcoli, le indigestioni, le rettocoliti, le endometriosi, le cistiti, le candide, i tumori, è forse questo essere sani?”
La salute normale è quasi sempre uno stato patologico latente. Al limite, se c’è ritenzione idrica, sintomo grave di un sistema linfatico pigro e inefficiente, i medici prescrivono dei diuretici a gente che chiede loro esattamente dei diuretici.
IL DRAMMATICO E CLAMOROSO SFOGO TELEVISIVO DEL DOTTOR SPOCK
Il dottor Spock è una celebrità da molti decenni in India. Tutti i giorni nelle maggiori reti televisive come guru della Child Nutrition. E’ tornato in TV singhiozzante e con le lacrime agli occhi. Ha chiesto a tutti i bambini indiani e alle loro mamme di perdonarlo. “Mi rendo conto di aver rovinato milioni di bambini, consigliando latte, latte e latte. Mi vergogno e mi pento amaramente di questo. Mi avete creduto quando vi dicevo cose assurde. Vi chiedo di credermi oggi, quando vi dico la verità. Statene lontani! State lontani dal latte in tutte le sue forme!” Nulla a che vedere col professor Carlo Cannella della Sapienza, testardo paladino del latte e della bistecca fino alla tomba.
PERCHÉ NO ALLA CARNE?
1) Non c’è assolutamente bisogno di cadaverina, quando siamo circondati da cibi vivi e naturali, con ben 160 mila piante diverse.
2) Devo trasformarmi in un assassino di innocenti e senzienti creature, oppure devo noleggiare dei killer che lo facciano per me, cosa che non attenua la mia vergogna e la mia colpa.
Mangiar carne è commettere un atto criminoso. Non imbrogliamo noi stessi. Non cerchiamo alibi e scuse. Non facciamo gli gnorri, gli indifferenti, i disinvolti. Nell’hamburger, nel prosciutto, nella piadina, nei gamberetti, nel pane bianco allo strutto, è racchiusa tanta di quella sofferenza da mandare in tilt qualsiasi equilibrio etico, conscio o subconscio.
3) In ogni porzione di carne ci sono scarti, prodotti della disintegrazione batterica, detriti cellulari (virus dell’animale morto), urine, ecc.
4) La carne, anche quella cosiddetta bio, contiene una impressionante lista di contaminanti, erbicidi, pesticidi, fungicidi, vermicidi, antibiotici, ormoni.
5) La carne contiene estrogeni in quantità tali da rendere impotenti i maschi e da squilibrare le donne, rendendole a volte frigide e a volte ninfomani.
6) La carne è carica di grassi saturi, di colesterolo e di omocisteina, materiale che intasa le arterie, sovraccarica il fegato, ostruisce la cistifellea, irrita il colon, incrementa il rischio cardiaco.
7) Le proteine in eccesso sono un disastro, in quanto demineralizzano le ossa, acidificano il sangue, stimolano i tumori, accelerano l’orologio biologico (invecchiano la gente).
8) La carne dà uno sgradevole odore cadaverinico al corpo che nessuna acqua di colonia è in grado di coprire o di esorcizzare.
9) La carne non offre onde vibrazionali rivitalizzanti colore infrarosso a 8-10000 Angstrom come la frutta, ma solo onde basse sotto il minimo di 6500 Angstrom e non lontano dai 1800 dei malati terminali.
10) Produrre carne implica enormi sprechi di suolo, di acqua, di cereali, di legumi, di risorse, di carburanti, di energia elettrica.
IDENTIFICAZIONE SICURA DELLA DIETA UMANA-VEGANA
Esiste l’evidenza fossile, grazie al professor Boyd Eaton, analizzatore di feci pietrificate (copralite), dove si apprende che gli umani del Paleolitico viaggiavano non al ritmo five-per-day, ma addirittura al twelve-per-day, cioè dodici pasti di frutta al giorno, uno ogni due ore. Esiste l’evidenza anatomica, visto che ogni organo, ogni ghiandola, ogni liquido, ogni dettaglio del corpo umano, dice che siamo vegani-fruttariani-crudisti. Esiste l’evidenza biochimica, per cui il corpo si trova a suo agio con acqua biologica enzimizzata, mineralvitaminizzata, glucosizzata e magnetizzata da madre natura. Esiste l’evidenza lattaria, per cui il latte umano, a basso contenuto proteico ci qualifica come fruttariani. Solo il coniglio ha un latte meno proteico del nostro.
PROTEINE ANIMALI? NO GRAZIE! VITAMINA B12? NO GRAZIE!
È caduto il mito FDA della quantità proteica, portata con imbarazzante pena dai 300 ai 75 grammi al giorno. Non contente di questo strazio, la OMS e la FAO hanno riconosciuto che anche la quota 75 non vale, e che la quota proteica giornaliera va portata sui 24 grammi/giorno, con 30 grammi a fare da tetto massimo oltre il quale il corpo va in acidificazione. È caduto il mito della complementazione proteica a ciascun pasto con i diversi aminoacidi essenziali. È caduto il mito della B12, visto che la B12 sta in tutte le piante in quantità impercettibili e imponderabili, com’è giusto che sia, e lo sbugiarda mento della FDA è tuttora in corso avendo essa manipolato i minimi della WHO, portandoli abusivamente dagli originali 80 ng/mL agli odierni 157 ng/mL. The China Study ha provocato uno scossone enorme, e persino Bill Clinton è diventato vegano, nonché cliente personale di Colin Campbell.
CAMPBELL E HYMAN
Il professor Colin Campbell, di origini contadine, filo-latte e filo-carne fino ai 30 anni, ha dovuto ricredersi profondamente man mano che le sue ricerche nutrizionistiche portavano coerentemente dalla parte opposta, fino a farlo diventare paladino mondiale del veganismo crudista scientifico, e artefice della straordinaria ricerca chiamata The China Study. Stessa storia per Mr Hyman, uno dei maggiori produttori di carne e di latte del Montana, diventato vegano e testimonial dei grandi cambiamenti in corso.
LA PERICOLOSITÀ DELLE PROTEINE
La prof Marion Nestlé, preside e direttrice della Facoltà di Scienze Nutrizionali alla New York University, è stata molto chiara. “Se si parla oggi di proteine, lo si fa soltanto per evidenziarne la pericolosità”. “Getting enough proteins is simply a matter of getting enough calories” (Ottenere sufficienti proteine significa ottenere sufficienti calorie). Come dire che, nemmeno volendo farlo apposta, non si va mai in crisi proteica, ma sempre e solo in crisi calorica.
I DATI USDA SUL CONTENUITO PROTEICO (in percentuale delle calorie totali)
- Latte umano 5,9% (su 100 calorie totali, 5,9 calorie derivano dalle proteine del latte)
- Frutta 6,7%
- Noci e semi 11,0%
- Cereali 13,0%
- Vegetali crudi 22,0%
- Legumi 28,0%
- Fabbisogno umano di proteine: 2,5 minimo, 10% massimo
Valdo Vaccaro
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